1° CONVEGNO DI MEDICINA INTEGRATA INFORMAZIONALE:

“La Scienza Di Frontiera A Supporto Della Qualità Della Vita!”

Abstract Dell’intervento

Sia l’agopuntura manuale che l’elettroagopuntura sono in grado di modulare i circuiti limbici che
innescano le reazioni di stress e adattamento, come evidenziato da un’importante mole di
letteratura condotta tramite analisi del sistema nervoso autonomo, (in particolare la variabilità
della frequenza cardiaca HRV) e la risonanza magnetica funzionale.
Recenti proposte, avanzate in letteratura, enfatizzano il ruolo della matrice extracellulare e delle
sue specializzazioni fasciali nel meccanismo d’azione dell’agopuntura, in virtù dell’ innervazione
neurovegetativa della stessa.
Scopo della presentazione è quello di proporre una metodologia diagnostica, finalizzata alla
selezione di combinazioni di agopunti, incentrata sulla sovrapposizione anatomofunzionale tra
meridiani straordinari e catene miofasciali e sull’analisi strumentale del sistema nervoso autonomo
e dell’infiammazione della matrice.
Lo sviluppo delle patologie degenerative di tipo internistico consegue all’esposizione prolungata di
organi e tessuti target ai mediatori dell’infiammazione, conseguente all’iperattivazione cronica
dello stress system, con perdita della circadianità di secrezione di cortisolo e riduzione della
risposta anti-infiammatoria vagale, misurabile tramite indice RMSSD della variabilità della
frequenza cardiaca HRV.
Tramite analisi pletismografica della HRV è possibile, inoltre, misurare l’attività della corteccia
prefrontale e dell’amigdala, rappresentata dalle onde VLF (very low frequencies), il cui picco è
correlato con la perdita di controllo dei sistemi omeostatici.
Le conseguenze fisiche della disautonomia neurovegetativa sono evidenziabili grazie all’analisi
della composizione corporea e dei processi infiammatori a carico della matrice extracellulare, la cui
solidificazione rappresenta un indice ulteriore di perdita della capacità di adattamento e di
resilienza.
Numerosi osservazioni inerenti la sovrapponibilità tra network dei meridiani e matrice
extracellulare consentono di interpretare il meccanismo d’azione della stimolazione degli agopunti
su base neurologica e fasciale al contempo, in virtù dell’innervazione vegetativa della matrice
stessa.
In particolare, il fenomeno del “de-qi” e la sua propagazione lungo il meridiano, correlato, sia a
livello periferico (HRV) che a livello centrale (tramite studi condotti con Risonanza magnetica
Funzionale fMRI) con lo spegnimento dei fenomeni di sensitivizzazione centrale, presenta una
chiara sovrapposizione con il tragitto dei meridiani stessi.
Nella presente proposta, già emersa nella letteratura indicizzata nel settembre 2019, sostengo che i
meridiani straordinari, rispetto agli ordinari, siano maggiormente rappresentativi del network
miofasciale.
La letteratura classica inerente i meridiani straordinari attribuisce agli stessi un’importante valenza
omeostatica e di regolazione dei circuiti dei meridiani ordinari; non c’è, tuttavia, conformità di
interpretazione né chiarezza metodologica sulle indicazioni e sulla selezione degli agopunti
appartenenti agli stessi.
È noto, infatti, che ognuno dei meridiani straordinari sia regolato da un suo proprio “punto di
apertura”, che si usa accoppiare con un punto di apertura di un’altro meridiano straordinario,
secondo correlazioni di stessa polarità o di polarità opposta, oltre alla stimolazione di punti propri
e di punti coalescenti con i meridiani ordinari, ubicati lungo il decorso degli straordinari, ma ad
oggi rimangono molte questioni aperte sulla scelta dei punti stessi, anche inerenti la lateralità di
stimolazione e l’eventuale omolateralità o controlateralità di stimolazione dei punti di apertura
accoppiati.
Il presente modello di “neuromodulazione fasciale” nasce dallo studio dell’anatomia macroscopica
di ogni singolo punto dei meridiani straordinari e dalle correlazioni con i trigger point miofasciali,
utile ad una valutazione posturologica, chinesiologica e dinamometrica dei meridiani stessi,
soprattutto del circuito dei “quiao/ren/du mai”.
In tappe successive ho quindi proposto, ed è attualmente in corso di validazione, l’analisi
pletismografica ed HRV del sistema nervoso autonomo e della asimmetria di attivazione emisferica
della corteccia prefrontale, quale guida strumentale alla selezione dei punti di apertura del circuito
“chong/dai/wei mai”, arricchitia dalla valutazione tomografica dei processi infiammatori e della
sindrome generale di adattamento.
Obiettivo del presente lavoro è, pertanto, quello di sistematizzare una metodologia chiara e
riproducibile di utilizzo dei meridiani straordinari, finalizzata al trattamento del dolore cronico e
delle altre patologie croniche accomunate da sottostanti processi si sensitivizzazione centrale ed
infiammazione cronica di basso grado, ma sono necessarie numerose sperimentazioni per validare
la suddetta metodologia.

RIFERIMENTI BIBILIOGRAFICI
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Relatore

Dr Gianluca Bianco, laureato in Medicina e Chirurgia nel 1998 presso l’Università Sapienza con il massimo dei voti e la lode e specializzato in Medicina Interna presso la stessa Università, prestando assistenza presso la III Clinica Medica del Policlinico Umberto I.

Dopo la specializzazione ha seguito un iter formativo in Medicina Integrata tramite corsi universitari e corsi privati accreditati.

Dal 2006 è docente di Medicina Integrata in Italia e all’estero presso Master Universitari e corsi privati accreditati.

Presidente della Associazione Internazionale di Riflessoterapia Neuromodulazione Posturologia AIRNP.

Vicepresidente della Società Italiana di Riflessoterapia Agopuntura Auricoloterapia SIRAA.

Vicepresidente della International Auricular Neuromodulation Academy IANMA.

Oltre 10 anni d'esperienza nella Medicina Integrata Informazionale raccolti in I.B.I.

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